Visitare la Città

BENVENUTI NELLA CAPITALE STORICA DEL LAGO DI GARDA

Salò è storicamente il centro culturale del Garda, ma anche un luogo dove fare acquisti nei negozi del centro storico o passeggiare e rilassarsi ammirando lo splendido golfo.

Essa ha una così ricca molteplicità e diversità di territorio che la si può visitare in tutte le stagioni scoprendovi aspetti ogni volta nuovi ed interessanti.

Una terra che si fa amare in tutte le sue mille sfaccettature.

Salò vuol dire anche “Festival internazionale Estate musicale del Garda Gasparo da Salò". Un appuntamento che ogni anno celebra il concittadino inventore del violino e che richiama nella nostra città i più celebri musicisti, cantanti e formazioni orchestrali. Tutto ciò mentre, in contemporanea, chiunque può ritagliarsi una vacanza su misura, iscrivendosi a corsi di vela, o abbronzandosi in relax al sole o immergendosi col trekking in una terra incontaminata tutta da scoprire e assaporare.

Ma non è tutto: il fascino della Salò rinascimentale rivive ogni giorno dell'anno di un'intensa attività culturale, fatta di rassegne musicali, danze, concerti, mostre d'arte, teatro, cabaret, feste tradizionali che arricchiscono le vacanze e le visite, vissute all'insegna del buon gusto, del buon bere e mangiare, del verde e dell'azzurro, dell'aria pulita.

Trascorrere qualche tempo a Salò significa anche scegliere la pace e la tranquillità della collina a pochi minuti dall'animazione, dalla vivacità culturale, dai servizi che solo un grande centro può offrire.
 

SALÒ, IL SUO LAGO, I SUOI TESORI... DA ASSAPORARE

Quanti colori sa esaltare il lago? Quanti riflessi sanno avere le onde?

Non basta la tavolozza di un pittore per descrivere le emozioni di un tuffo, le sensazioni che si provano laddove il verde della collina si fonde nel turchese del lago, coccolato dal caldo abbraccio di un magnifico golfo, dalle complicità di numerose insenature e baie. Il lago è vita, è energia... è un catino di cristallo nel quale si specchia l'architettura della nostra città.

Perché non approfittare di una bella giornata per una crociera in barca? Ad ogni onda solcata scoprirete la gioia di vivere, le mille emozioni della natura, i conturbanti colori delle stagioni.

Vi stupirete davanti all'incanto di splendide costruzioni. Entrate nel cuore della città, assaporate lo stile di un tempo ed i valori di sempre. E' ancor viva l'eco di vecchie botteghe nelle splendide vetrine ed insegne dei negozi. 

Gustate la seduzione della tavola. Ormai non è un mistero per nessuno: l'arte di vivere ha inizio in cucina, con una ricca varietà di piatti. I nostri cuochi sanno bene come conquistarvi con ricette tramandate e custodite gelosamente, con vini locali dalla suadente fragranza di aromi serviti fra pareti ovattate, luci soffuse, voci discrete... è possibile assaggiare un bel carpione, il pesce che vive solo nelle acque del Garda e che la leggenda vuole nato dalle sabbie d'oro, là dove il lago diventa misterioso per la sua profondità.

Si può trovare anche il predatore per eccellenza, il luccio, da assaporare alla maniera dei vecchi pescatori. Non mancano nemmeno le piccole aole, le conosciutissime alborelle, fritte, oppure seccate al sole e poi cotte in salsa a formare il tipico "Sisàm". In primavera avanzata ed in estate, le sardine dilago e gli agoni arrostiscono sulla graticola, oppure vengono preparati alla veneziana,"in saor".  Tinche, persici, cavédani, coregoni sono pronti a deliziare anche il palato più esigente.

Un bel bicchiere di Chiaretto fresco, il vino nato in una sola notte, dopo la vendemmia, o di Groppello, dal grappolo tanto fitto di acini da sembrare un groppo, un nodo, rende ancora più dolce la sosta e delizia il palato.

 

MAPPA DI SALO' - CAMMINATE E TREKKING

Il territorio del Comune di Salò propone interessanti itinerari a lago, dal Lazzaretto al Duomo di Salò, e in montagna, sulle pendici del Monte S.Bartolomeo.

Accedi alla MAPPA.

 

PERCORSI D'ARTE E CULTURA

Angoli di storia, inimitabili e preziosi scrigni di arte e di cultura: a Salò il passato è gelosamente custodito per riassaporare nel presente la cultura e le architetture che si sono avvicendate nel tempo.

Il modo più opportuno per una visita al centro storico di Salò (esattamente delimitato dalla Fossa, via Brunati, piazza Carmine, lungolago Giuseppe Zanardelli) è quello di seguire il percorso indicato dalla collocazione delle venti targhe esplicanti origine e denominazione delle contrade del borgo. 

Si parte dunque dalla Fossa (piazza Vittorio Emanuele II), previa visita alla vicina chiesa di San Bernardino (iniziata nel 1476) che conserva una pala di Zenon Veronese (1484-dopo 1543) e una tela di Andrea Celesti (da Venezia, 1637-1712); di fronte, il Teatro Comunale (in corso di restauro) costruito come Sociale nel 1873. In Fossa sorge la bella chiesa della Visitazione, iniziata nel 1712 su disegno dell'architetto comasco Antonio Spiazzi (morto verso il 1745), e, nello slargo presso l’istituto bancario, il vecchio teatro, attivo sino a metà dell'Ottocento.

Attraverso l'antica porta dell'Orologio, che assunse tale nome dopo i lavori di ristrutturazione del 1769-1772 per installarvi appunto un orologio, si giunge in piazza Angelo Zanelli (scultore di San Felice del Benaco, 1879-1942, cui si devono gli altorilievi dell'Altare della Patria nel Vittoriano di Roma), nella quale va segnalata la casa Bersatti, con finestra serliana, ritenuta la più bella fra quelle cinquecentesche di Salò.

Da piazza Angelo Zanelli si scende per via Teatro Vecchio sino a via Cavour e, percorrendo vicolo San Giovanni, si ritorna alla piazza, nella cui estremità verso il centro sorge la chiesa di San Giovanni Battista, risalente probabilmente al sec. VII e totalmente rimaneggiata nel 1727; conserva due tele di Zenon Veronese: Decollazione di San Giovanni Battista e San Martino e le tre Marie.

Si prosegue in via San Carlo, delimitata da bei palazzi del Seicento, e, superata la statua del santo patrono di Salò, si perviene (notare al n. 17 un palazzo con bassorilievi decorativi alle finestre e al n. 3 la casa De Paoli) a piazza Giuseppe Zanardelli, ornata da una statua di Angelo Zanelli che ritrae lo statista.

Per la salita Santa Giustina si può raggiungere la via Francesco Calsone, al limite dell'antica muraglia, dalla quale è visibile il campanile di quella che era la chiesa di Santa Giustina, divenuto ora la torre dell'Osservatorio Meteorologico e Stazione Sismica "Pio Bettoni", istituito nel 1877 in cui sono conservati strumenti scientifici dell'Ottocento.

Percorso un tratto della via Mattia Butturini, con portali secenteschi, si sale a sinistra per il vicolo Stelle sino alla via di Mezzo che, con i contrafforti che nell'alto l'attraversano, costituisce uno dei punti più caratteristici del centro storico.

Si procede a destra e si scende per via Raffaele Conforti sino ad imboccare sulla sinistra il vicolo Amadei (bel palazzetto secentesco con fontana d'angolo), che conduce in piazza Sant'Antonio ( (chiesa del 1646-tela di G.G. Barbello Cremasco). Al limite meridionale della piazza, oltre via Mattia Butturini, il palazzo della Magnifica Patria, attualmente sede del Municipio.

Nella Sala consiliare si conservano l'Archivio d'antico regime del Comune di Salo' (1431-1805) e l'Archivio della Magnifica Patria (1339-1800).

Sul soffitto della sala, vi è una grande tela (1617) di Giovanni Andrea Bertanza (da Padenghe o da Navazzo notizie dal 1604 al 1630), raffigurante Cristo in gloria con i santi Marco e Carlo, angelo reggistemma e il Dio Benaco; nella stessa sala, busto di Gasparo da Salò inventore del violino, opera (1906) di Angelo Zanelli. Di questa scultura, Gabriele D'Annunzio disse: "E' opera veramente musicale, non ne ricordo altre di scalpello che trasmettano così chiaramente il senso dell'armonia: non si sa se stia aprendo il petto per trarne il violino, o se stia aprendo il violino per mettervi il cuore". Altre tele di pittori rivieraschi dei secc. XVII-XVIII si conservano in Municipio, il soffitto del cui scalone d'onore è ornato dall'affresco Gloria della Magnifica Patria (1906, recentemente restaurato) del salodiano Angelo Landi (1879-1944).

In piazza della Vittoria, confinante con il Municipio, si erge il monumento ai Caduti, altra opera di Angelo Zanelli. Dalla piazza si imbocca via Gerolamo Fantoni (al n. 27 palazzo cinquecentesco su resti del Trecento) e dalla via Gioachino Scaino si scende a destra in piazza del Duomo.
L'antica pieve di Santa Maria fu riedificata nel 1453, nello stesso luogo e in stile tardo gotico (le cappelle delle navate furono imposte da San Carlo Borromeo), su progetto di Filippo delle Vacche da Caravaggio (notizie 1452-1484). Già dal secolo scorso viene denominata Duomo ed è il più insigne monumento della Città; la facciata incompiuta presenta un bel portale rinascimentale; l'interno è ricco di notevoli opere d'arte fra le quali: un polittico di Guglielmo Veneziano (notizie 1333-1362), il Crocifisso ligneo di Giovanni Teutonico (notizie 1449-1481), l'ancona gotica di Bartolomeo di Isola Dovarese (notizie 1473-1479) con le statue lignee del milanese Pietro Bussolo (notizie 1475-1521), tele di Zenon Veronese, Gerolamo Romanino (da Brescia, 1486-156) affreschi di G.B. Trotti (detto il Malosso 1545-1599)), Palma il Giovane (da Venezia, 1544-1628), e Andrea Celesti; l'organo del 1546 è opera del grande organaro bresciano Gian Giacomo Antegnati.

Da vicolo del Campanile, frutto questo di successive sopraelevazioni, si ha visione di una bifora cinquecentesca della canonica e si ritorna in via Gerolamo Fantoni.

Usciti dalla porta del Carmine, si volge a destra e si percorre il lungolago sino allo slargo sul quale si affaccia l'abside del Duomo, dove si trova una lapide a ricordo della partenza (da quello che qui era il porto delle Gazzere) di cento Rivieraschi per la guerra contro i Turchi, che portò alla trionfalevittoria di Lepanto (1571).

MuSa MUSEO DI SALO’

Situato nella parte alta del centro storico di Salò, in posizione dominante e a due passi dal lago, il MuSa , inaugurato il 6 giugno del 2015 , vuole essere un luogo in cui raccogliere, interpretare, comunicare alla comunità e a quanti visitano Salò e il Garda, l'identità della città, i suoi tesori, il suo contributo alla storia nazionale.

La storia della città di Salò e del suo territorio è raccontata attraverso un percorso cronologico articolato, allestito negli spazi del monastero della chiesa di Santa Giustina, edificati a partire dal XVI secolo per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi.

Costituito da numerose sezioni, dedicate non solo alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, ma anche alla scienza e alla tecnica, è un museo ricco ed eterogeneo: il MuSa infatti, oltre ad ospitare alcune delle opere acquistate per la chiesa cittadina dal Comune quali i codici miniati (la Bibbia atlantica, prodotta intorno al 1120-1130 da un atelier romano, e i quattro Graduali) accoglie una sezione dedicata a Gasparo da Salò e alla liuteria bresciana e una raccolta di opere esemplari della produzione artistica a salò tra la metà dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento.

Al terzo piano trova spazio una selezione a rotazione dei fogli della Civica Raccolta del Disegno, istituzione che conserva le tendenze dell’arte italiana dal Secondo Dopoguerra alla contemporaneità.

Notevole è anche la collezione scientifica che raccoglie la strumentazione antica dell’Osservatorio meteo-sismico Pio Bettoni di Salò e la collezione di preparati anatomici di Giovan Battista Rini (1795-1856), a testimonianza delle sperimentazioni sulla tecnica della pietrificazione, volta conferire una consistenza lapidea ai corpi attraverso l’impregnazione con minerali.

 

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